La ricetta

La ricetta è quella della bisnonna Olimpia di cento anni fa e prevede l’utilizzo di pochi semplici ingredienti:

Farina, acqua, olio Evo, sale.

E come da tradizione, il tarallo è chiuso a mano e “scaldato” cioè bollito in acqua bollente e poi cotto in forno

(oggi la maggior parte della produzione in commercio prevede l’eliminazione della fase della bollitura sostituita dalla “sobbollitura” a vapore nei forni combinati a vapore appunto).

Perché non usiamo il vino bianco?

Perché questa è la ricetta della nostra famiglia!

Perché abbiamo già un olio evo estremamente profumato e non necessitiamo di ulteriori “profumi”.

Il vino bianco lo usiamo per le linee dolci … lì sì che serve!

Olio extravergine di oliva coratina spremuto a freddo 

(Frantoio Mossa, Marchio “NatYoure, Sannicandro di Bari),

La farina tipo “0”

Ottenuta dalla macinatura di grano tenero italiano senza additivi chimici

(Molino Tomatis, Niella Tanaro, Cuneo, Marchio “Piemonte Eccellenza Artigiana”)

 

 

Spezie ed erbe aromatiche

Utilizzate per la linea speziata*

 (finocchietto selvatico, semi di anice, pepe nero, peperoncino, sesamo bianco, origano, rosmarino).

 

 

Acqua & Sale.

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