Le Ricette di Genghi’s: orecchiette con pomodorini, melanzane, stracciatella e ‘U Taràll classico!

A grande grandissima richiesta (!) tornano le ricette di Genghi’s!

Oggi vi proponiamo un primo piatto davvero easy, dal sapore delicato, che parla di territorio e radici. Un piatto che sta bene sia con le temperature rigide di questi giorni che con le prime giornate calde primaverili.

Pronti?! Andiamo!

Orecchiette con pomodorini, melanzane, stracciatella e taralli classici.

Ingredienti: orecchiette (formato piccolo) di semola di grano duro pugliese Senatore Cappelli, pomodorini ciliegino, melanzana, stracciatella, olio evo cultivar Coratina pugliese,  aglio, sale, pepe, taralli classici Genghi’s.

In una padella preparate il sughetto con pomodorini e melanzane tagliati a cubetti grossolani, uno spicchio d’aglio, un generoso giro d’olio, sale e pepe quanto basta. Fate andare per dieci minuti circa. Mettete a cuocere le orecchiette tenendo da parte un generoso mestolo di acqua di cottura. Scolate la pasta al dente e fate saltare in padella insieme al sughetto, per circa 2/3 minuti. Aggiungete un po’ di acqua di cottura se il sughetto risulta essersi asciugato troppo.

Impiattate  aiutandovi con un coppapasta adagiando al centro una abbondante forchettata di stracciatella e sbriciolando con le mani un tarallo classico.

Et voilà! Bon appétit!

Il consiglio del sommelier e wine-blogger di Viniferare Gianpaolo Priore.

Piatto povero solo per reputazione e tradizione acquisita.

Già solo elencando gli ingredienti comprendiamo quanto questa pietanza rurale sia ricca e di sostanza, proprio come l’abitudine e necessità contadina chiede, per rigenerarsi dal lavoro dei campi.

Il tassello dominante è certamente la tendenza dolce che ritroviamo nella maggior parte degli elementi che caratterizzano la ricetta e quindi il calice dovrà essere fresco, acido, fendente.

Questo paniere così appetitoso è caratterizzato anche da elegante succulenza e untuosità.

La prima data dai liquidi generosamente rilasciati dalle prelibatezze della terra e non solo, vedi il lauto siero della stracciatella. La seconda originata dall’aspersione energica e generosa di olio, mai lesinato nelle tavole pugliesi, per creare insieme ai pomodorini l’infuso bucolico dove si adageranno “caloricamente” le orecchiette.

Quindi cercheremo nel vino principalmente alcolicità per arginare la fluidità generata al palato.

La tendenza acida dei pomodorini dovrà essere moderata dalla morbidezza del vino, mentre la setosa grassezza della stracciatella necessiterà di sapidità della bottiglia per fornirgli vigore gustativo.

Gli indizi portano ad un bianco di carattere, caldo nella componente alcolica, comunque morbido e voluttuoso, con una importante schiena acida che gli doni guizzi felini gusto olfattivi ed una sapidità e mineralità decisa e risoluta .

L’indiziato principe quindi potrà essere un Greco di Tufo, con qualche anno sulle spalle, sostenuto sia da alcolicità che morbidezza, ma soprattutto in cui ritroviamo freschezza e mineralità,  sgretolata direttamente dal suolo irpino e liquefatta nel calice.

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