Le ricette di Genghi’s: cheesecake con taralli Genghi’s e confettura di limoni Rareche

In grande, grandissimo, enorme ritardo (scusaaaaaa Gianpaolo!), la ricetta della cheesecake con taralli dolci Nero d’Autore Genghi’s. La ricetta ve l’abbiamo proposta e l’abbiamo realizzata live in occasione dell’ultimo “CUCINO, MANGIO E BEVO A CASA“, il “webincas” pensato insieme agli amici di Viniferare.

 ➡️ A proposito, ecco il video! https://www.facebook.com/viniferare/videos/289801538708078/UzpfSTE2OTU0MDA1MzQxMTM5MDY6MjYyMDM5NDc4MTYxNDQ3Mg/

La ricetta della cheesecake lo sapete, è facilissima! Ma vale comunque la pena rivedere gli ingredienti e i pochissimi passaggi insieme!

Ingredienti per una cheesecake di dimensioni medie che possa andar bene diciamo per quattro persone:

  • 250 grammi di ricotta di bufala;
  • 70 grammi di zucchero bianco;
  • 100 ml di panna fresca;
  • 1 foglio di gelatina;
  • 125 grammi di taralli dolci Genghi’s linea Nero d’Autore;
  • un vasetto di confettura di limoni di Sorrento (azienda Rareche).

Frantumate grossolanamente i taralli e portateli in una padella con del burro. Nel frattempo avremo preparato la nostra tortiera foderandola con della pellicola per alimenti (sarà poi più agevole sformare la cheesecake). Mescoliamo biscotti e burro fuso e otteniamo così la nostra base che andremo ad adagiare nella tortiera, cercando di renderla quanto più omogenea possibile. Portiamo quindi in frigo. Nel frattempo cominciamo a lavorare la ricotta, unendo lo zucchero, e continuando a lavorare con una frusta a mano o un cucchiaio.
Montiamo la panna fresca e uniamola alla ricotta. Nel frattempo avremo fatto ammorbidire in acqua il foglio di gelatina. Lo aggiungiamo al composto continuando a lavorare. Quando avrà ottenuto una consistenza spumosa, sarà pronto per essere unito cioè sovrapposto alla base biscottata che nel frattempo avremo tolto dal frigo. Anche qui cerchiamo di essere precisi e di spianare quanto più possibile il composto di ricotta e panna. Riportiamo in frigo e lasciamo riposare per circa sette ore, al termine del quale procediamo con la guarnitura di confettura di limoni di Sorrento. Possiamo guarnire ulteriormente magari con delle zeste di limone candito fatte da noi in casa, perché no!

Ed ora i consigli e gli abbinamenti del nostro Gianpaolo Priore!

Al di là di quello che il galateo dell’abbinamento consiglia e suggerisce, seguiamo l’istinto e facciamoci trascinare e travolgere dall’elevato numero di contrasti e contrapposizioni che il piatto ci regala.
Per un dolce, ricco di contraddizioni gustative, di esercizi pirotecnici di sovrapposizioni aromatiche, con tinte acri e amare e decisamente persistenti e notevolmente durevoli, possiamo immaginare e accostare diversi vini, con caratteri apparentemente differenti, ma contraddistinti da caratteristiche simili e comuni.
In modo più prevedibile abbiniamo un moscato dolce naturale di notevole pregio, come il Boccadoro di Cantine Pandalà. dove una spiccata acidità e comunque rassicurante morbidezza, unite ad un sorso maturo, voluminoso e materico, sosterranno i gusti imperiosi, sublimi del dolce, oltre che la piacevole acredine che connota questo sublime dessert.

Possiamo azzardare e stappare, con o senza botto, un grapariol col fondo di cantine Terre grosse, dove una fendente freschezza e mineralità si integra meravigliosamente con un sorso leggiadro, elegante, sinuoso e voluttuoso che potrà perfettamente domare ed intersecarsi con le polivalenti sensazioni gustative del piatto già decantate.
Infine, andando completamente contro corrente, fuori dagli schemi, incuranti di quello che la letteratura ci indica, ma seguendo solo l’istinto e le sensazioni che piatto e calice ci donano, versiamo nel calice, inondato dalla sua spuma cremosa, effervescente e scapigliata, un Susumante, spumante rosato da Susumaniello, de l’Archetipo. Determinato, vibrante, dal sorso tenace e testardo, ingentilito da note carezzevoli e graziosamente garbate e soavi della sua permanenza sui lieviti e dalla loro premurosa e nutriente placenta protettiva e corroborante.
Bolla ideale, nonostante il suo “carattere brut” solo apparente, sarà l’ideale per gestire questo dolce, non dolce, con tanta freschezza e sapori decisi, versatili, densi e duraturi”.

E buon appetito!

Rispondi