Le ricette di Genghi’s: finger food alla pugliese!

Torna l’appuntamento con le ricette di Genghi’s! Per la seconda settimana ce l’abbiamo fatta a portare a casa (nel senso letterale dell’espressione!!!) “CUCINO, MANGIO E BEVO A CASA“, il “webincas” realizzato ieri sabato 18 aprile con gli amici di Viniferare. Di nuovo grazie per essere intervenuti ed averci seguito! Siamo già a lavoro per la prossima punt..ops ricetta!

Ma torniamo a noi! Questa volta non abbiamo “spadellato” tantissimo ma, credetemi/ci, c’è stato dietro un lavoro molto accurato di ricerca e studio degli accostamenti degli ingredienti. A proposito, grazie al salumaio Vito che ci ha saputo consigliare bene!

Quelli che vi abbiamo proposto sono essenzialmente tre finger food pensati per intrattenerci in queste giornate casalinghe e intrattenere gli ospiti non appena questa emergenza sarà terminata definitivamente e sarà nuovamente possibile organizzare cene ed aperitivi con gli amici (siiiii, non vediamo l’ora!)!

Alla base ci sono i nostri amati taralli nei gusti classico, alla cipolla rossa locale, al cece nero della Murgia Carsica. A ciascuno di essi abbiamo associato degli ingredienti che andassero nella direzione del contrasto! Ci piace giocare con i contrasti: di colori, di sapori, di profumi. Ed eccoli qui i nostri taralli in versione aperitivo finger!

Tarallo classico con caciocavallo lucano stagionato sei mesi e mortadella emiliana.

Tarallo alla cipolla con pecorino molisano a latte crudo semi-stagionato e miele biologico di trifoglio (azienda apistica La Pecheronza).

Tarallo al cece nero della Murgia carsica con parmigiano reggiano trenta mesi e crema di basilico.

L’unica preparazione quindi è quella del pesto di basilico. Chiamiamola crema di basilico, perché il pesto fatto ad arte è un’altra cosa! Noi abbiamo usato circa 8 foglie medio-grandi di basilico fresco (a proposito, la stagione è appena cominciata…ma saremo nel pieno tra un mesetto circa!), mezzo spicchio di aglio, un pizzico di sale, un cucchiaio pieno di parmigiano, un pizzico di pepe, un filo di olio evo coratina (Frantoio Mossa Marchio NatYoure).

Il consiglio di Roberta. Preparate i finger poco prima di servire o consumare: il tarallo potrebbe prendere “aria” e perdere di croccantezza, così come il miele o la crema di basilico potrebbero rovinosamente scivolare verso il basso e ammorbidire troppo il composto!

Questi i nostri abbinamenti. Adesso invece quelli sapientemente studiati, ragionati, e proposti dal nostro Gianpaolo Priore, il quale si supera ogni volta e alza sempre più l’asticella…ma chi si aspettava la bollicina con la mortadella?!

“L’aperitivo rinforzato, quello che ti soddisfa a sazietà, un tris completo di aromi, gusti, consistenze e confronti. Un rapido crescendo di sensazioni, contrastanti ed equilibrate al singolo assaggio che esigeranno calici che evolveranno con la loro pienezza gustativa e olfattiva. I bicchieri prescelti e candidati, sono tanti, tutti in fila e possiamo sbizzarrirci e liberare la nostra inventiva sempre con disciplinata fantasia. Potremo stappare senza il botto, tre bollicine a tutto pasto che addomesticheranno e ravviveranno la tendenza dolce e grassezza, presente in tutto il menù proposto, con sapori, aromi, carica via via sempre dilatata. Partiremo da uno charmat lungo per giungere ad un metodo classico di diversi anni di affinamento sui lieviti per gestire il pastoso, cremoso e maestoso morso del parmigiano e del cece nero, speziato, inebriante, intenso, profondo. Provocando i nostri sensi, potremo scomodare una sola scala cromatica, con tutte le declinazioni del bianco, che dovrà mostrare una freschezza sempre presente e dominante, ma anche acquisire via via complessità, muscolatura, masticabilità, corpo e persistenza, perfettamente rappresentata da una Verdeca acida e consistente, passando da un Fiano con diverse lune sulle spalle, per giungere ad un Trebbiano macerato e atteso in anfora, dalle sfumature aranciate e poderose. Infine, seguendo il galateo tecnico e formale, inizieremo con uno Chardonnay o un Sauvignon, dal naso complesso e articolato, per proseguire con un rosso più giovane e vinoso, che per l’ultimo assaggio dovrà presentare carica ematica e antocianica, vigore e tenacia al gusto e profumi d’impatto e compostezza, come un Negroamaro di qualche anno se non diverso, acido, arcigno, giustamente severo, ma anche comodo, gestibile, accomodante per le papille notevolmente sollecitate e pungolate dai piatti e dai calici”.

E buon appetito…anzi buon aperitivo!

Rispondi