Giornata nazionale contro lo spreco alimentare. Siamo chiamati TUTTI a rispondere!

Ricorre oggi la Giornata nazionale contro lo spreco alimentare, istituita nel 2014 dal Ministero dell’Ambiente. La riduzione dello spreco alimentare rientra, tra le altre cose, negli obiettivi fissati dalle Nazioni Uniti per lo sviluppo sostenibile del pianeta da raggiungere entro il 2030.

Lo sapete, i numeri non sono proprio il nostro forte, ma a volte rendono molto meglio di tante parole. E allora pensate che ogni anno 1,6 miliardi di tonnellate di cibo, per un valore stimato di circa 1200 miliardi di dollari, sono persi o vanno sprecati. In Italia il “valore” dello spreco ammonta a 12 miliardi di euro.

L’abbiamo già detto più volte e non ci stancheremo mai di ripeterlo: è in gioco il futuro del nostro pianeta, della nostra “casa comune” per citare Papa Francesco.

Il decennio appena cominciato ci pone sfide e battaglie epocali dinanzi alle quali siamo TUTTI (nessuno escluso) chiamati a rispondere. Quella dello spreco alimentare è una di queste. NON è possibile tirarsi indietro, è finito il tempo della non responsabilità, semplicemente NON abbiamo più tempo.

E cosa potete  fare voi consumatori? Molto, moltissimo! Ogni giorno, attraverso le vostre scelte di acquisto, potete cambiare il mondo e compiere un piccolo grande gesto rivoluzionario. Come? Scegliendo la filiera corta per esempio. Comprando direttamente dal piccolo produttore. Comprando il necessario. Facendo la spesa in base alla stagionalità dei prodotti (vale soprattutto per l’ortofrutta). Informandosi sulla storia dei produttori e delle aziende, facendo domande, leggendo e studiando l’etichetta. Privilegiando il territorio e il locale.

E noi produttori cosa possiamo fare? Molto, moltissimo! Producendo solo quello che necessario ed è questa la scelta che abbiamo deciso di fare noi dal primo istante di vita. Non “fare” e avere magazzino Scegliendo con cura i fornitori e privilegiando il territorio. Dando nuova vita a prodotti di scarto facendoli diventare nuova materia prima. Donando il prodotto in scadenza o in eccedenza alle associazioni del territorio.

Nel dettaglio… Genghi’s:

  • Non ha e non ha mai avuto magazzino (venite a trovarci in laboratorio e vi renderete conto che è così!).
  • Ha come fornitori piccoli fidati produttori (dalla farina all’olio alle spezie).
  • Ha dato vita ad una linea di taralli che recupera un prodotto di scarto della lavorazione della birra per farne nuova materia prima, all’insegna del recupero e dell’economia circolare.
  • Dona il prodotto in eccedenza alle associazioni del territorio (Granelli di Senape, L’Emporio Le Sette Ceste, Avanzi Popolo).
  • Ha dato vita a “Il tarallo sospeso”.

Volete continuare a parlare con noi di questo tema? Volete darci nuovi spunti su come fare sempre meglio sul fronte del recupero e dell’obiettivo zero sprechi? Vi aspettiamo in laboratorio con un tarallo e un caffè!

Grazie per la vostra preziosa attenzione! A presto e buona serata 😊

Un approfondimento curato e dettagliato sulla giornata di oggi e sullo spreco alimentare su Slow Food Italia.

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